FOLK BIKE

SACRA ROCCIA DI SAN VITO

CC BY-SA 3.0, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4378508

La pietra è un monolite calcareo, che ha il diametro esterno di circa un metro, con al centro un foro di circa 30 centimetri. La sua importanza è data appunto da questa strettissima apertura a cui sono legate credenze magico-religiose delle popolazioni di Calimera e della Grecia Salentina, tramandate fino ai nostri giorni.

La Sacra Pietra forata, è meta di visite solo un giorno all’anno, il Lunedì dell’Angelo, dove le persone attraversano il foro della roccia per ottenere vantaggi spirituali, come la purificazione dal peccato o per una propiziazione della fertilità, del benessere e della guarigione da malattie fisiche.

Questa credenza trae fonte dal culto della Grande Madre, connesso a una figura femminile divina che rappresentava la fertilità della terra stessa, proprio perché nell’età neolitica tutto era incentrato sull’agricoltura e la caccia quindi sulla fertilità della terra e degli animali che vivono su di essa, ed è la figura femminile che rappresenta ciò nel migliore dei modi. Questa dea della fecondità veniva rappresenta con oggetti di culto come alberi, pilastri, animali, pietre e figure femminili con grossi fianchi e seni sporgenti per simboleggiare abbondanza e gravidanze. Venivano create con ossa di animali o incise nella pietra.

Il buco nella pietra rievoca l’organo sessuale femminile, e l’attraversamento del foro è una metafora chiaramente sessuale, poiché il monolite trasferisce la propria qualità caratterizzante, la fertilità, a chi lo attraversa, quindi il passaggio nel foro non deve far ricordare all’individuo il momento della propria nascita ma invece sta a simboleggiare una ‘nuova’ nascita, una rigenerazione spirituale e materiale della vita terrena tramite l’utero materno rappresentato appunto dal foro nella pietra.

La festa si svolge ogni anno, in un particolare giorno, il lunedì dell’Angelo, – non a caso, giorno di una rinascita – nei pressi del piccolo tempio dedicato appunto a San Vito dove tutti gli anni gli abitanti del vicino centro di Calimera celebrano i riti pagani della fertilità. Prima di dar sfogo al gioco, alle danze, al consumo di cibo e bevande, è d’obbligo oltrepassare la roccia forata per assicurarsi la grazia di essa: di aver ricca figliolanza e scongiurare i pericoli del parto ed augurarsi un anno di fertilità.

Dopo il rito si intraprendono i canti in dialetto griko accompagnati da balli tipici della Grecìa Salentina, le “pizziche”, suonati con tamburelli tipici di quest’area. Gli elementi rituali di questa festa sono l’attraversamento della pietra forata e l’atto del corteggiamento che in questo giorno era considerato lecito e permesso. Di conseguenza questa festa ha suscitato scandali con l’avvento della religione cristiana, così la Chiesa cercò di convertire il monolite di stampo pagano, inglobandolo all’interno di una chiesa medievale dedicata a San Vito e affrescandolo con l’immagine del Santo.

La festa quindi diviene una vera e propria tradizione pasquale legata alla religione cristiana. L’esigenza di costruire la chiesa di San Vito attorno alla pietra forata nasce per assorbire ogni forma di paganesimo e trasformare antichi culti a proprio vantaggio, ciò è facilmente deducibile dalla scelta del giorno in cui si svolge il rito che si rifà alla resurrezione e alla rinascita di Gesù proprio quello che la pietra simboleggia.

Si racconta che la pietra originariamente fosse situata al centro del paese di Calimera e che gli abitanti di un paese vicino (Martano) cercarono di rubarla, caricandola di notte su un carro trainato da buoi, senza però ottenere nessun risultato perché grazie al proprio potere divino la pietra divenne talmente pesante che i ladri l’abbandonarono sul confine del centro abitato.

In quello stesso punto poi venne costruita attorno alla pietra forata la chiesa dedicata a San Vito, segno dell’assorbimento e dell’adattamento dei culti pagani da parte del Cristianesimo. Di conseguenza ciò determina una simbiosi di riti pagani, culture tradizionali e religione in un unico luogo.