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ZONA ARCHEOLOGICA DI CAPO BOERO

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La zona archeologica di Capo Boeo è un’area prospiciente il promontorio, che si affaccia al mare, circondata dalla città moderna e dal lungomare.

Proprio in questa zona più occidentale della città si trovano importanti testimonianze archeologiche: l'”Insula romana“, di tarda età romano-imperiale (IV secolo d.C.) comprende resti di abitazioni private inquadrate in isolati fra strade lastricate. I grandi ambienti, venuti alla luce nel 1939, presentano pavimenti con ricche decorazioni a mosaico, raffiguranti scene di lotta fra animali selvatici e figure mitologiche. È presente anche un ambiente termale.

Negli anni duemila, dopo avere effettuato prospezioni geomagnetiche in tutta l’area, la Soprintendenza di Trapani ha programmato nuove ricerche archeologiche nell’area demaniale di Capo Boeo, che hanno documentato la presenza di un imponente asse viario lastricato (il “Decumano Massimo”). Inoltre nel 2005 è stata rimessa in luce una statua di marmo che raffigura Venere Callipige (II secolo d.C.) nel sagrato della chiesa di San Giovanni al Boeo, in occasione dei lavori di restauro. Sono state meglio chiarite le varie fasi di costruzione della chiesa in rapporto alla parte ipogeica, la cosiddetta “Grotta della Sibilla”, che ingloba una sorgente di acqua dolce, considerata dagli studiosi fondamentale per la fondazione della città di Lilibeo. Nel mese di luglio del 2008, è stato scoperto un edificio dedicato al culto di Iside, una statua frammentaria di marmo che raffigura Iside, e diverse epigrafi: in una è attestata la presenza di un tempio di Ercole. L’area archeologica di Porta Nuova è destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo). Tra il 2007 ed il 2014 sono stati realizzati lavori per la valorizzazione del parco archeologico e delle strutture del Museo Archeologico Lilibeo presso il Baglio Anselmi.